***************************************************************************************************************************************************************************
*TRADIZIONI*LETTURE*RICORDI*
POESIE*PITTURA E
ARTE
*STORIA E
STORIE*VIAGGI*FOTOGRAFIE*MUSICA*RICETTE*CHIACCHIERE*UMORISMO*RIFLESSIONI*SOGNI E DESIDERI*AFFETTI*PASSIONI ... tutto ciò che rende interessante la vita.
Perché "...sono cortesie minuscole, un fiore, un boccio, un libro, sono loro a deporre i semi del sorriso..." Emily Dickinson
**************************************************************************************************************************************************************************
Visualizzazione post con etichetta Il libro di pietra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il libro di pietra. Mostra tutti i post

domenica 2 ottobre 2011

LA FOTO DELLA DOMENICA / 3

Un'idea di Beta
I miei passi riflessi nello specchio di una bancarella d'antiquariato...


... seguendo il gruppo per la mia ennesima visita al "Libro di Pietra"
Organizzazione perfetta della Associazione Culturale "La Rose Noire".
Una gran bella giornata.



domenica 19 settembre 2010

LE ORIGINI...IN QUATTRO "PUNTATE".


Modena, il Duomo: la Casa di San Geminiano, il Libro di Pietra.
Capolavoro del Romanico eretto nel 1099.
Opera dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo.
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, dall'UNESCO.

 
 
Dal LIBRO DI PIETRA, la pagina di oggi
"Storie della Genesi"
 
Come un racconto illustrato, in tempi in cui pochissimi sapevano leggere, quattro lastre scolpite da Wiligelmo e poste sulla facciata, guidavano i fedeli alla conoscenza dei misteri della creazione.
 
PRIMA LASTRA: Dio, Adamo, Eva, il peccato.
Leggiamo da sinistra:
* Dio appare in una cornice a forma di mandorla sorretta da due angeli.
* Dio crea il primo uomo, Adamo, e gli pone una mano sul capo.
* Per dare una compagna al primo uomo, Dio crea Eva mentre Adamo dorme. Le porge la mano donandole la vita, ed essi vivono felici nel Paradiso Terrestre.
* Dio ha proibito loro soltanto una cosa: mangiare il frutto dell'albero che porta alla conoscenza del bene e del male. Ma il serpente offre loro la mela proibita ed essi la mangiano.
 
 
  SECONDA LASTRA: il rimprovero, la cacciata, la condanna.
 Leggiamo da sinistra:
* Dio rimprovera Adamo ed Eva dopo il peccato. I loro gesti rivelano la vergogna e la paura di mostrarsi .
* Un angelo con la spada sguainata li caccia dal Paradiso Terrestre. La mano che appoggiano al viso esprime vergogna e rimorso.
* Adamo ed Eva sono costretti, dopo il peccato, a lavorare con fatica. Perfino gli archetti sopra di loro sembrano pesare sulle loro teste ed aumentare le loro fatiche.
 
Interessante?

sabato 4 settembre 2010

LA MADONNA DELLA PAPPA

Il Presepe Porrini  


Nell’abside del Duomo , a destra , è collocato questo gruppo di figure in terracotta policroma opera del  modenese Guido Mazzoni (1450 ca. - 1518). 
Fu commissionata per diventare monumento funebre della famiglia Porrini (1480 – 1485 ca.) e rappresenta la Sacra Famiglia . La scena è realistica in modo quasi commovente ed offre uno spaccato  dell' intimità domestica  in una casa borghese di fine quattrocento.

Le figure in terracotta sono a grandezza
naturale: la Madonna è seduta
 frontalmente col bimbo in grembo,                                            
mentre una serva soffia sul cucchiaio
per porgergli la minestra.


La serva, che gonfia le gote per raffreddare
la pappa, ha i capelli raccolti in modo
disordinato e gli abiti semplici di contadina.

A fianco, due personaggi inginocchiati.

Francesco Porrini, il committente dell'opera....


... con la rigonfia borsa per i denari appesa alla cintola ( da notare la moneta modenese impressa sulla borsa)...


... e le ricche vesti (un cappotto foderato d'agnello) come si confa ad un componente della ricca borghesia mercantile modenese dell'epoca.




La moglie Polissena

con le vesti  drappeggiate.
Alcuni studiosi  identificano questi
due personaggi come
Sant'Anna e San Giuseppe.






Ma per i modenesi è e rimane
LA MADONNA DELLA PAPPA.
(Se qualcuno avesse voglia di "zummare" da vicino questa meraviglia, basta un click qui )

giovedì 24 giugno 2010

FAVOLE e MITI

Modena ,il Duomo:
la Casa di San Geminiano, il Libro di Pietra.
Capolavoro del Romanico
eretto nel 1099.
Opera dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo.
Tra i secoli XII e XIV vi lavorarono i Maestri Campionesi.
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1997
dall'UNESCO.


***
Dal Libro di Pietra, la pagina di oggi:Porta della Pescheria
Favole e miti sull'architrave.
*****
UNA NEREIDE CAVALCA UN TRITONE

********
                                      DUE IBIS, FAVOLEGGIATI UCCELLI DEL NILO
********
IL LUPO E LA GRU
Favola del repertorio classico.
Una volpe che aveva ingoiato un osso promette una ricompensa ad una gru se le avesse tolto dalla gola l'ossicino incastrato.

Ottenuto ciò che vuole, non solo non mantiene la promessa ma dice alla gru di ritenersi fortunata per aver messo la testa nella sua bocca ed esserne uscita viva!
"Se da' malvagi ricompensa attendi
doppio è il tuo errore:
a' rei soccorso appresti,
nè potrà tua follia irne impunita" 
Fedro.

********
IL FUNERALE DELLA VOLPE

Mi piace molto la rappresentazione de "Il funerale della volpe"!
Una favola tratta dal "Roman de Renart", una raccolta di racconti medievali del 12° e 13° secolo nei quali animali agiscono come esseri umani. 

......Una vecchia volpe, molto malandata ed incapace di procurarsi il cibo , escogitò un abile inganno: si finse morente davanti alla porticina di un pollaio.
"Sorelle galline - disse - prima di morire vorrei il vostro perdono. Sono stata crudele ed ho divorato molte vostre sorelle. Ma voi, da brave cristiane quali siete, sicuramente non mi negherete il perdono".
Le galline ebbero pietà e promisero il loro perdono.
Quindi la volpe proseguì, osando : "Promettetemi che, dopo che sarò morta, mi accompagnerete al cimitero".
E costoro promisero.
Così la volpe si finse morta.
Le galline si avviarono in corteo e la portarono al cimitero...ma una volta giunte là...furono in un lampo divorate!
Morale
Non fidarti ciecamente di chiunque CERCHI DI BLANDIRTI, NASCONDENDO LA REALA' E FACENDO LEVA SULLE TUE PAURE E CONVINZIONI.Stranamente ironica, la sua morale,per quei tempi e per il portale di una chiesa!

Invece molto adatta alla nostra realtà, mi sembra!

domenica 6 giugno 2010

LE FATICHE DEL CONTADINO

Modena ,il Duomo: la Casa di San Geminiano, il Libro di Pietra.

Capolavoro del Romanico eretto nel 1099.
Opera dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo.
Tra i secoli XII e XIV vi lavorarono i Maestri Campionesi.
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, dall'UNESCO.



Dal Libro di Pietra, la pagina di oggi.
Porta della Pescheria, interno degli stipiti laterali:
 " I mesi dell'anno, le fatiche del contadino"
insieme a"Canzone dei dodici mesi", Francesco Guccini

 GENNAIO
indossa un lungo matello
con cappuccio e calze spesse.
Sta seduto su uno sgabello e,
con un coltello, si appresta
a togliere le setole ad una
zampa di maiale per farne
prosciutto.

"Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume
 addormentato fra le cui rive giace come neve
il mio corpo malato, il mio corpo malato...
Sono distese lungo la pianura bianche file
di campi, son come amanti dopo l'avventura
neri alberi stanchi, neri alberi stanchi... "






FEBBRAIO
sta seduto su una sedia ,
avvolto da una pelliccia
di pecora. 
Infreddolito, protende mani
e piedi per ricevere tutto
il tepore possibile dal fuoco.

"Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino,
ma nei convitti e in piazza lascia i dolori e
vesti da Arlecchino, il carnevale impazza,
il carnevale impazza...
L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore
appare la speranza nei primi giorni di malato
sole la primavera danza, la primavera danza..."



 MARZO
è un contadino ch indossa 
una doppia tunica ed ha in
testa un cappello.
Con una roncola si appresta 
a potare la vite.

"Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia
squarcia il velo, porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo, il riso del disgelo...
Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la
penitenza vana, l'ala del tempo batte troppo in fretta,
la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile

a voi è questa vita mia................"  



APRILE
è un giovane signore con
un elegante abito corto
con pieghe a spina di pesce
e scarpe scollate.
Ha in mano foglia e fiore
della nuova stagione.

"Con giorni lunghi al sonno dedicati il
dolce Aprile viene, quali segreti scoprì
in te il poeta che ti chiamò crudele,
che ti chiamò crudele...
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi
dopo fatto l'amore, come la terra dorme
nella notte dopo un giorno di sole,
dopo un giorno di sole... "



MAGGIO
è lo stesso giovane di aprile
e tiene per le briglie un cavallo.
Nei mesi primaverili escono
di scena i contadini e cedono
il passo ai nobili.

"Ben venga Maggio e il gonfalone amico,
ben venga primavera, il nuovo amore getti
via l'antico nell' ombra della sera,
nell' ombra della sera...
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra brindo
a Cenne e a Folgore,
brindo a Cenne e a Folgore..."

Interessante?

lunedì 31 maggio 2010

RE ARTU' ALL'ASSALTO DEL CASTELLO

Modena ,il Duomo: la Casa di San Geminiano, il Libro di Pietra.
Capolavoro del Romanico eretto nel 1099.
Opera dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo.
Tra i secoli XII e XIV vi lavorarono i Maestri Campionesi.
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, dall'UNESCO.
*****
Dal LIBRO DI PIETRA, la pagina di oggi:

Re Artù all'assalto del castello

Lungo il fianco nord del Duomo si apre la Porta della Pescheria.
Deve il suo nome all'antica presenza in loco del mercato del pesce.
Questa piccola porta si affaccia direttamente sulla Via Emilia ed era quella più facilmente accessibile a poveri e viandanti
E' interamente istoriata: gli stipiti, l' architrave e...






L'ARCHIVOLTO: è questa la pagina di oggi!


Nell'archivolto è descritto l'assalto di Artù di Bretagna  e due schiere di cavalieri,


 una a destra ed una a sinistra,
ad un castello posto al centro
dell'arcata.
In questo castello Murdoc tiene
in prigionia Winlogee.







Re Artù arriva in suo soccorso.
Una scena come questa aveva lo scopo di esortare ad azioni virtuose narrando le gesta leggendarie dei cavalieri.



Questa è, in odine temporale, la prima rappresentazione in Europa  del ciclo bretone: 1110/1120 . Precede le "testimonianze" scritte!
Ed è la dimostrazione di quanto fossero diffusi i racconti orali di queste gesta.
Sulla sinistra stanno un cavaliere e Isderno con la sua stupefacente armatura.


A destra Galvagino, Galvario e il siniscalco fanno parte del seguito.





A difesa del castello ci sono il fante Burmalto e il cavaliere Carrado.






Tutti i nomi sono scolpiti nella cornice dell'architrave.


Il primo che scrisse di Artù fu il monaco Geoffrey di Monmouth intorno al 1135. Lo descrisse come un re che a capo dei Britanni riuscì a sconfiggere valorosamente i Sassoni in varie battaglie.
Hanno poi aggiunto "particolari alla storia":
-Chretienne da Troyes con i suoi cinque romanzi cavallereschi, tra il 1160 è il 1190;
-Robert Vace, 1155 circa, che fu il primo a parlare della Tavola Rotonda e a chiamare Excalibur la
 spada di Artù;
-Thomas Malory, che nel 1459 scrisse sulla morte di Artù: proviene da qui la sceneggiatura del film
 "Excalibur" ;
- Alfred Tennyson, che ne parlò nel 1885 in una celebre raccolta di poesie;
- ...e moltissimi, moltissimi altri .
Tutti quanti hanno contribuito ad accrescere la fama di questa leggenda.

Questa "storia di pietra" ha, per me, un grande fascino per l'argomento cui è legata.
E che dire dell'abilità interpretativa dello scultore?
Davvero una bella "pagina" per uomini e donne dell'epoca.
E per noi, credo.



martedì 25 maggio 2010

METOPE


Modena: il Duomo, la Casa di San Geminiano, il Libro di Pietra.
Capolavoro del Romanico eretto nel 1099.
Opera dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo.
Tra i secoli XII e XIV vi lavorarono i Maestri Campionesi.
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, dall'UNESCO.



Dal LIBRO DI PIETRA, la pagina di oggi:

le Metope
(Metopa=elemento architettonico, formella in pietra scolpita a rilievo)

Le metope del Duomo di Modena sono rilievi attribuiti al Maestro delle Metope. Si tratta di uno scultore, del quale non si conosce il nome, che operò in Europa all'inizio del XII secolo. Fu probabilmente allievo di Wiligelmo e conoscitore delle opere scultoree dello stesso periodo e tipologia in Borgogna.
Questo eccezionale e sconosciuto scultore si è molto probabilmente ispirato al "Liber monstrorum"  (libro delle meraviglie dell'ottavo/nono secolo) per scolpire le otto metope del nostro Duomo. 
Posizionate appena sotto il tetto, occorre un buon binocolo per osservarle. Quelle visibili lassù sono, però, delle copie. I meravigliosi originali sono collocati nell'attiguo Museo Lapidario. 


LE METOPE CHE IO PREFERISCO


GLI ANTIPODI
Sulla sinistra  una fanciulla, dai lunghissimi capelli raccolti in una sensualissima treccia, se ne sta seduta a terra, con le gambe ripiegate e le braccia attorno alle ginocchia. Capovolta e di fronte a lei c'è un'altra figura femminile in una posa quasi acrobatica. Questa seconda fanciulla indossa una cuffia dalla quale escono corti capelli.





Alla sinistra della ragazza con la treccia,                      
scolpito nello spessore della formella, c'è un falco.
Le due creature  rappresentano gli opposti del pianeta.

Qualcuno ha voluto vedere, nelle due raffigurazioni, gli opposti del mondo femminile medievale: la lussuria (la lunga treccia della ragazza di sinistra) e la vita casta ( i corti capelli raccolti sotto la cuffia).
Io trovo stupendi il drappeggio delle vesti e la plastica posizione dei corpi.



LA FANCIULLA...CON TRE BRACCIA




Dolcemente inginocchiata, questa fanciulla ha il viso leggermente appoggiato alla mano sinistra mentre la destra sfiora  un gluteo. Indossa un elegante copricapo intrecciato e un lungo abito dalla leggerezza impalpabile  con drappeggio sulle gambe.
Dietro di lei un terzo braccio di grandi proporzioni stringe un rotolo ...dal contenuto misterioso.





L'UOMO DAI LUNGHI CAPELLI

Personaggio di "sapore" orientale. Porta lunghi capelli, barba e baffi da santone indiano. Si afferra la caviglia e la ripiega verso l'alto stando seduto sulla gamba sinistra.
Se la si guarda dal basso ,come viene vista dalla piazza, sembra librarsi nell'aria. I capelli ed il drappaeggio delle vesti sembrano mossi dal vento.




"Panis Angelicus"
1978-La magnifica voce di Big Luciano
insieme a quella di  papà Fernando
risuona dal Pontile

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...