Alcuni mesi fa ho ricevuto un dono stupendo: un'amica mi ha regalato questi cubi dell'alfabeto in bachelite - risalenti alla sua infanzia - un po' sbeccati e sbiaditi , con scritte e disegni consumati ma con quell'aria "vintage" che li rende davvero unici.
Mio nipote Filippo - che in quella occasione aveva da poco compiuto quattro anni - alla mia richiesta - deformazione professionale?- "dimmi una parola che inizia con A" mi ha risposto "casa".
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martedì 14 gennaio 2014
domenica 1 dicembre 2013
LABORATORIO NATALIZIO / 1
Un altro anno sta rotolando via.
Fioccano richieste in previsione del Natale.
E allora sì, va bene, diamoci pure da fare.
Tre anni fa avevo realizzato una ventina di QUESTE bambole di pezza per la bancarella di raccolta fondi per l'ospedale della missione di Usokami in Tanzania.
Fu un lavoro davvero impegnativo ma di grande soddisfazione perché alla festa di Natale della scuola elementare, nella quale ho lavorato negli ultimi 18 anni, furono vendute tutte.
Fu un lavoro davvero impegnativo ma di grande soddisfazione perché alla festa di Natale della scuola elementare, nella quale ho lavorato negli ultimi 18 anni, furono vendute tutte.
Per quest'anno la produzione è differente
e anche più modesta
Segnalibri dal sapore un po' retrò.
P.S.: le immagini usate per i segnalibri sono stampe messe gratuitamente a disposizione nel web. Le potete trovare nella mia pagina Pinterest, cercando in "Immagini d'annata" e in "Stampabili"
mercoledì 12 dicembre 2012
SETTANTOTTO PIASTRELLE GRANNY
PER CINQUE BORSE
(eccole, pronte per la consegna)
PIÚ UNA ...
L'idea viene da Pinterest ma l'ho un poco modificata.
Per ogni borsa ho assemblato tredici piastrelle quadrate (10x10) lavorate ai ferri a punto legaccio.
Se si vuole una borsa più grande , o più piccola, basta aumentare o diminuire le dimensioni delle piastrelle.
Eccole nel dettaglio
Il fiore-bottone
I manici sono strisce realizzate con un giro di punto basso e poi intrecciate.
Non manca la fodera con le regolamentari due tasche.
Ora aspetto mercoledì 19 dicembre, data de "Il Party di Natale" come scherzosamente da decenni viene chiamata l'annuale riunione tra noi sei colleghe e "della prima ora".
Questo sarà il 28° anno che ci vedrà riunite - cascasse il mondo - per gli auguri di Natale, nonostante non si lavori più insieme da tantissimi anni.
Ma ogni volta è una rinnovata emozione, soprattutto per quelle due o tre di noi che si incontrano solo una volta l'anno grazie a questo appuntamento.
HO ANCORA TANTO LAVORO PRIMA DI NATALE
Ho bisogno di un'altra settimana di vacanza dal web.
A PRESTO
giovedì 16 febbraio 2012
Sandròun ...
(foto QUI )
***
... (Sandrone) la Pùlonia e Sgurghèghel (Sgorghigolo) - ovvero la Famiglia Pavironica - arrivano di nuovo oggi, come ogni anno da tempo immemorabile, a festeggiare il giovedì grasso con tutti i modenesi. Ho scritto di questo evento in un vecchio post (letto, credo, da...nessuno...ah..ah...ah!) quindi mi limito a dire che oggi è festa grande qui in città! E, alle ore 16:00, grande SPROLOQUIO in dialetto dalla balconata del Palazzo Comunale.
Credo che non mancherò, nel corso degli anni mi è successo poche volte. Mi rivedo ancora, piccolissima, per mano a mia nonna.
Quanto al travestimento carnevalesco, beh...forse basta la mia faccia attuale...ah...ah...ah!
In passato però...guardate un po' qui:
1982, con i bimbi della mia scuola di allora (più mio figlio) alla festa di carnevale del quartiere.
Travestimento casalingo da "maestra-donna cannone".
1985, festa di carnevale nel cortile della scuola e successivo corteo dei bambini per le strade del quartiere.
1986, stesso luogo e stesso programma, ma sono Minnie. Purtroppo non ho la foto di Topolino, la mia cara collega Lorella. Avevamo tagliato e cucito i costumi a casa mia divertendoci come due matte.
2002, immortalata dalla "bidella" nell'atrio della scuola prima dell'arrivo dei bambini. Ogni giovedì grasso della mia vita da insegnante son sempre arrivata a scuola con un travestimento "fatto in casa". Questo era del tipo "donzelletta-che-vien-dalla-campagna".
2004, ore 7:30 del mattino, pronta per andare a scuola....come "mastro ciliegia".
Mi piacciono tantissimo i costumi ed i travestimenti, al di là del carnevale.
Uno dei miei desideri, tra quelli ... diciamo ... "frivoli" ?
Avere a disposizione costumi cinematografici e teatrali, di tutte le fogge e di tutte le epoche, da provare e indossare.
Questa cosa mi piace così tanto che, per esempio, quando vedo un bel film di ambientazione storica , perdo di vista trama ed altro perché mi concentro sui costumi, le pettinature, gli accessori, gli arredi ...
Credo che non mancherò, nel corso degli anni mi è successo poche volte. Mi rivedo ancora, piccolissima, per mano a mia nonna.
Quanto al travestimento carnevalesco, beh...forse basta la mia faccia attuale...ah...ah...ah!
In passato però...guardate un po' qui:
1982, con i bimbi della mia scuola di allora (più mio figlio) alla festa di carnevale del quartiere.
Travestimento casalingo da "maestra-donna cannone".
1985, festa di carnevale nel cortile della scuola e successivo corteo dei bambini per le strade del quartiere.
1986, stesso luogo e stesso programma, ma sono Minnie. Purtroppo non ho la foto di Topolino, la mia cara collega Lorella. Avevamo tagliato e cucito i costumi a casa mia divertendoci come due matte.
2002, immortalata dalla "bidella" nell'atrio della scuola prima dell'arrivo dei bambini. Ogni giovedì grasso della mia vita da insegnante son sempre arrivata a scuola con un travestimento "fatto in casa". Questo era del tipo "donzelletta-che-vien-dalla-campagna".
2004, ore 7:30 del mattino, pronta per andare a scuola....come "mastro ciliegia".
Mi piacciono tantissimo i costumi ed i travestimenti, al di là del carnevale.
Uno dei miei desideri, tra quelli ... diciamo ... "frivoli" ?
Avere a disposizione costumi cinematografici e teatrali, di tutte le fogge e di tutte le epoche, da provare e indossare.
Questa cosa mi piace così tanto che, per esempio, quando vedo un bel film di ambientazione storica , perdo di vista trama ed altro perché mi concentro sui costumi, le pettinature, gli accessori, gli arredi ...
Stop alle divagazioni, ora. E buon carnevale !
sabato 28 gennaio 2012
GIORNO DELLA MEMORIA . ARCHIVIATA ?
" E voi, imparate che occorre vedere
e non guardare in aria; occorre agire
e non parlare. Questo mostro stava
una volta per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora non
cantiam vittoria troppo presto
il grembo da cui nacque è ancora fecondo "
Bertold Brecht
Imparare.
Vedere e non guardare.
Agire e non parlare.
Tutti noi lo dobbiamo alla Shoah di milioni di Ebrei ( Shoah e non Olocausto perché le parole hanno un loro preciso significato) zingari, omosessuali, malati di mente,anarchici, ... e tutti gli "pseudo-diversi" sterminati in quegli anni di follia.
Lo dobbiamo ai trucidati delle foibe , ai morti nei gulag sovietici, alla memoria dei genocidi compiuti in Armenia , Cambogia, Ruanda, Bosnia, Sudan e Darfur, ..... , ai bambini soldato ... a tutta quella parte di Umanità che, nella più totale indifferenza, vive OGGI in stato di guerra.
Lo dobbiamo ai migranti senza nome annegati nel Mediterraneo, quasi diciottomila negli ultimi vent'anni,e quelli ricacciati a morire sotto il sole del Sahara .
(Ho inserito parecchi link. Consiglio almeno l'ultimo, "Ricacciati a morire": 4 minuti da vedere fino in fondo).
E l'elenco è sicuramente monco di tanti orrori.
Vedere e non guardare. Agire e non parlare.
Penso che si debba arrivare a impedire che il cosiddetto negazionismo abbia voce in Parlamento, nei Consigli Comunali, nelle scuole...in tutti i luoghi istituzionali.
Penso che si debba arrivare a impedire che il cosiddetto negazionismo abbia voce in Parlamento, nei Consigli Comunali, nelle scuole...in tutti i luoghi istituzionali.
Nella vita quotidiana di ciascuno, poi, capitano episodi apparentemente insignificanti che, se ci si sofferma a riflettere, nascondono semi velenosi. Parlare è facile , mettere in pratica e rinunciare all'egoismo, costa fatica.
Imparare.
La scuola deve mantenere il suo privilegiato compito di educare. Deve assicurare a ciascuno gli strumenti per "imparare a imparare" per la vita intera.
La scuola deve mantenere il suo privilegiato compito di educare. Deve assicurare a ciascuno gli strumenti per "imparare a imparare" per la vita intera.
Commemorare una volta l'anno, avere "una giornata dedicata" è doveroso. A scuola se ne deve parlare ma non basta; sono la quotidianità e i rapporti tra le persone che debbono essere ispirati al rispetto, all' ascolto, alla condivisione, alla sospensione del giudizio, al senso civico. Tralascio parole quali accettazione, tolleranza, ... che trovo inadatte e non uso volentieri perché mi suonano ambigue, permeate di presunzione di superiorità, di pietistica condiscendenza.
Tutto questo è possibile nelle scuole di ogni ordine e grado, dal nido all'università, con mezzi e strategie adeguate.
Tutto questo è possibile nelle scuole di ogni ordine e grado, dal nido all'università, con mezzi e strategie adeguate.
La lettura , CON i bambini e PER i bambini, è un veicolo formidabile; è quotidiana occasione per l'ascolto, la discussione, il lavoro cooperativo...
Dalla mia libreria e mio recente passato di maestra, consigli di lettura con i bambini, a casa e a scuola.
Per la Giornata della Memoria E PER TUTTO L'ANNO !
Per la Giornata della Memoria E PER TUTTO L'ANNO !
sabato 5 novembre 2011
ICOSAEDRO A STELLA
Qualche settimana fa, incastrata in soffitta alla ricerca di gomitoli di lana e cotone [in questo periodo mi è riesplosa la "vena maglifera"] ho ritrovato interessanti oggetti dimenticati.
Ecco un vero reperto, un piacevole ricordo di scuola. Questo modello, realizzato con la tecnica modulare origami, è un icosaedro a stella , avrà forse dodici o tredici anni
e li dimostra tutti!
Ricordo perfettamente la classe quinta di allora.
Manipolare la carta e realizzare modelli origami era un'attività settimanale [arte, logica, geometria, lavoro cooperativo ...] molto gradita e, con gli anni, questi ragazzini avevano raggiunto davvero notevoli abilità.
Ho cercato, ahimé invano, i materiali che documentavano tutto il percorso ma non possiedo quasi più nulla di "scolastico": andando in pensione, due anni fa, ho donato tutto a carissime colleghe. Ma ricordo ovviamente benissimo la procedura di realizzazione di questo oggetto ed ho, comunque, ritrovato qualche foglietto tra i miei quaderni.
Il modello è formato da trenta moduli e qui di seguito vedete le istruzioni che avevo preparato per i bimbi.
Per realizzare l'icosaedro occorrono
Il modello è formato da trenta moduli e qui di seguito vedete le istruzioni che avevo preparato per i bimbi.
Per realizzare l'icosaedro occorrono
trenta moduli.
A questo punto bisogna assemblarli tra loro. Affinché il procedimento risultasse più chiaro avevo pensato di registrare una breve videoclip che potesse fare da guida.
Investigando in rete per trovare informazioni dimenticate a proposito dei poliedri stellati, mi sono imbattuta in questo video-tutorial ... non ci potevo credere...mi son detta "sembra che abbia copiato tutto sul momento!" e stavo quasi per cestinare il post .
Ma questo "vecchiume" sulla mia mano dice che non è così!
Allora ho deciso di fare spazio alle video-istruzioni che ho trovato su youtube ... mi è sembrava scorretto realizzare un doppione.
Voglio solo aggiungere: che meraviglia "la rete" ! Magari l'avessi avuta a disposizione anni fa quando occorrevano ore ed ore per documentarsi e per costruire in proprio!
Allora ho deciso di fare spazio alle video-istruzioni che ho trovato su youtube ... mi è sembrava scorretto realizzare un doppione.
Voglio solo aggiungere: che meraviglia "la rete" ! Magari l'avessi avuta a disposizione anni fa quando occorrevano ore ed ore per documentarsi e per costruire in proprio!
martedì 13 settembre 2011
" NON PERDETEVI D'ANIMO... "
Io, in prima elementare, tanti anni fa. Mi vedete?Se cliccate sulla foto la potete ingrandire.
********
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Ci risiamo, è di nuovo settembre.
Pesto sui tasti di gomma del mio piccì - seduta al centro di questa stanza straripante di libri - e intanto lo sguardo corre verso destra, "settore-scuola"; corre ad accarezzare tutti i materiali ( non più tanti in verità, avendone donata la maggior parte ) utilizzati o da me prodotti negli ultimi quarant'anni.
E' di nuovo settembre, ci risiamo.
Da due anni non varco più il portone della scuola il primo giorno di settembre: il giorno del ritrovarsi, del nuovo inizio, per tutti gli insegnanti di scuola elementere ... pardon ... primaria: ora si dice così.
Di nuovo è un fermento di progetti, confronto, discussione, preoccupazioni ... voglia di rivedere i bimbi o di conoscere quelli "nuovi".
Isomma una gran bella sensazione di vitalità.
Non ho perso i contatti con le colleghe più care e so che tutto è ricominciato. Anche le preoccupazioni per questa nostra scuola pubblica di tutti e per tutti tanto bistrattata negli ultimi periodi.
Il mio pensiero va ai bimbi, la vera meraviglia di questo mio mestiere: che possiate crescere con compagni sereni e solidali, con maestri attenti e preparati; va ai genitori: che possiate intraprendere questo nuovo percorso con le giuste aspettative, offrendo fiducia e collaborazione educativa ai maestri dei vostri figli; va ai colleghi: non demordete, tenete duro, studiate, ascoltate, confrontatevi per costruire e migliorare, trovate ancora una volta "... le energie per contribuire a realizzare la scuola che chi cresce meriterebbe..." ...e qui lascio la parola a quello straordinario docente e persona di grande umanità che è Andrea Canevaro - " ... Non perdetevi d’animo: pensate che avete la possibilità di incontrare ogni mattina chi sta crescendo, il mondo di domani. E questo vi convinca che state facendo il più bel lavoro del mondo... " - che anche quest'anno ha voluto augurare buon anno scolastico alla scuola ed agli insegnanti in particolare. Vale la pena di leggere QUI le sue parole.
Il prossimo fine settimana sarà l'ultimo "di libertà" per gli studenti, almeno qui in Emilia Romagna:lunedì 19 si riprende.
Il prossimo fine settimana sarà l'ultimo "di libertà" per gli studenti, almeno qui in Emilia Romagna:lunedì 19 si riprende.
BUON ANNO SCUOLA
P.S. : lo scorso anno ,di questi tempi, bambini fanno gli auguri ad altri bambini ... QUI
P.S. : lo scorso anno ,di questi tempi, bambini fanno gli auguri ad altri bambini ... QUI
giovedì 21 luglio 2011
CAMINI TANGRAM
Proprio a questo millenario "gioco" cinese , il TANGRAM, ho pensato osservando le coperture di moltissimi camini nella Grecia di oggi.
Questa casa con "le papere" sui camini si trova a:
Xironomì è un grazioso villaggio della Grecia centrale, nella zona di Tebe, a ovest di Atene.
Lì hanno la casa di famiglia i nostri cari amici Patrizia e Marino Kiriakou e lì siamo ritornati per incontrarli di nuovo , dopo tanti anni, lo scorso giugno: uno stupendo fine settimana tra vigneti ed oliveti.
Qui a Xironomì, e in tante zone della Grecia , mi hanno colpito le coperture mobili dei camini.
Mi ricordano, come dicevo, il
La scatola che si vede qui sopra mi ha seguito per tanti anni a scuola ed è stata usata con entusiasmo da tanti bambini.
Nel corso della mia ultima classe prima, solo due anni fa, un pezzo è andato perduto; ma pazienza, li perdono.
Questo antico gioco, ma è riduttivo definirlo così, ha risvolti didattici innumerevoli; si presta per attività matematiche, artistiche e anche linguistiche; quante storie abbiamo inventato e scritto con protagonisti gli innumerevoli personaggi che si possono creare!
Queste figure provengono dal libretto illustrativo allegato alla mia scatola. I bambini, però, sono molto bravi ad inventarne e a "narrarne" tantissime altre.
Spesso con miei alunni costruivo il quadrato magico utilizzando una fotocopia incollata su un cartoncino robusto che poi rivestivamo con plastica adesiva e ritagliavamo; i tangram personali erano conservati in un'apposita scatola nella libreria di classe , pronti per disegnare ... inventare ... narrare ....
Se a qualcuno può essere utile, questo è il modellino ripescato tra i miei quaderni: fate finta d'essere in classe con me e stampate, incollate, ritagliate ...
Se poi vi va di approfondire e giocare, potete seguire questi link:
domenica 17 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
MASTRO CARTAIO
Un'attività manuale molto interessante. Un laboratorio settimanale di manipolazione e creatività molto amato dai bambini della mia ultima classe terza (2005/2006).
Una piccola "fabbrica" per creare originali e personali biglietti d'auguri, cartoline, buste, carta da lettere, scatoline e piccoli contenitori...con carta straccia, vecchi giornali, tovaglioli...
SI FA COSI'
Si spezzetta la carta che di solito si butta via: noi utilizzammo quotidiani portati da
casa,tovaglioli e tovagliette dalla mensa della scuola, ritagli di carta prodotti in classe....
...e si mettono a bagno
per alcuni giorni.
mercoledì 26 gennaio 2011
LA MEMORIA
Una è il ricordo di un'esperienza scolastica: la lettura ad alta voce di un libro ai miei ragazzini di quinta elementare.Penso che siano stati letti da pochi...
Per la Giornata della Memoria di quest'anno, ho ripescato tra i miei file (ringrazio l'amico Massimo che me lo ha ricordato) un messaggio che alcuni anni fa il mio Direttore Didattico inviò per l'occasione alle famiglie ed agli operatori scolastici tutti.
Si tratta di un testo abbastanza noto, già allora qualcuno di noi lo conosceva; ma avere avuto la sensibilità di porsi come Educatore tra Educatori, diffondendolo in quell'occasione, lascia perfettamente intendere il clima positivo e costruttivo che ho avuto la fortuna di vivere nel mio recente passato di insegnante (sono in pensione da un anno e mezzo), anche grazie a questo Dirigente.
Ecco il testo:
"Il preside di un liceo americano sopravvissuto alla Shoah scriveva ogni anno ai suoi insegnanti
Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento.
I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri istruiti;
bambini uccisi con veleni da medici ben formati;
lattanti uccisi da infermiere provette;
donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.
Diffido, quindi, dell’educazione.
La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.
I vostri sforzi non devono mai produrre mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.
La nostra scuola deve essere un luogo in cui nelle diversità e nelle differenze si condivide l’unico obiettivo che è la crescita della persona.
Solo così si capisce che cosa significa una scuola capace di consegnare il patrimonio culturale che ci viene dal passato, di accompagnare il bambino ed il ragazzo nella scoperta del senso, e di promuovere la capacità di innovare e di costruire il futuro che ogni singola persona ha.
Io mi ostino a non accettare una scuola che persegue soltanto l’utilità del momento storico e dell’attimo fuggente, rinunciando ad aiutare lo studente ad essere ciò che è e a costruire nei diversi contesti". Davide Chiappelli, Direttore Didattico del 9° Circolo di Modena- 27 Gennaio 2007.
NOTEVOLE, VERO?
Questo per dire che importanza abbia l'educazione nei confronti delle diversità e delle differenze. Non solo , dunque, ricordo e condanna di immani orrori del passato ma un vivere quotidiano che non discrimini. E mi riferisco a ebrei, sì, ma anche a Rom, immigrati di ogni etnia, portatori di handicap (o diversamente abili, come si dice ora)e "pseudo-diversi"di ogni tipo.
Per chi avesse tempo e voglia, segnalo anche Il cartone animato vincitore del concorso nazionale “I Giovani ricordano la Shoah” realizzato dagli alunni delle classi IV A/B del III circolo didattico “G. Mazzini” di Bari, che il 27 gennaio, Giorno della Memoria, saranno premiati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale.
"...Il racconto, Franco S., narra la storia di un giovane di Ferrara di 16 anni, deportato a Fossoli e poi a Buchenwald. Dopo il lavoro di ricerca storica, i bambini hanno creato un diario, disegnato tutte le scene e inserito nell’album foto, immagini e documenti..."
Se avrete la pazienza di sopportare i pochi attimi pubblicitari inseriti all'inizio,vi commuoverete.
Inoltre , per chi abita a Modena o nelle vicinanze, segnalo:
"La nostra lingua
manca di parole
per esprimere questa offesa"
***
Giornata della memoria
27 gennaio 2011
Teatro Storchi, Largo Garibaldi 15, ore 21
Se questo è un uomo di Primo Levi
letto in dieci lingue.
letto in dieci lingue.
In ebraico, sloveno,ungherese, arabo, francese, Inglese, italiano, polacco, russo, tedesco.
“Questa volta, ancora una volta, torniamo al libro che non dimentichiamo.
Torniamo al libro che ha avuto la fortuna di trovare tanti lettori: chi l’ha scritto voleva, prima di tutto, essere ascoltato. Torniamo al libro che è andato in giro per il mondo, che ha sciolto la sua lingua in altre lingue per dar luogo alla possibilità di nuovi incontri”
Torniamo al libro che ha avuto la fortuna di trovare tanti lettori: chi l’ha scritto voleva, prima di tutto, essere ascoltato. Torniamo al libro che è andato in giro per il mondo, che ha sciolto la sua lingua in altre lingue per dar luogo alla possibilità di nuovi incontri”
Per informazioni vedere QUI
martedì 21 dicembre 2010
NATALE , LA VOCE DEI BIMBI
In queste ultime settimane(forse qualcuno dei miei lettori se ne sarà accorto)pubblico, nella colonna laterale del blog, uno strano calendario dell'avvento. Pensieri di bimbi sul Natale, uno al giorno, a partire dal primo dicembre.
Ho pensato di raggrupparli qui e di proporli tutti insieme ... prima che l'Avvento giunga al suo epilogo.
CHI li ha scritti? QUANDO? DOVE?
Non credo abbia importanza. Scrissero queste riflessioni , ed altre ancora, un Natale di parecchi anni fa quando avevano nove anni.
Ora sono adulti e spero siano felici.
Ora sono adulti e spero siano felici.
I bambini sono bambini
"sale della Terra e luce del mondo"
per dirla con Matteo [5,13-14]
Mi permetto la citazione, io , che non sono religiosa.
******
Quando addobbo l’albero devo stare attento perché il mio gatto gioca con le palline di vetro; quindi nella parte bassa ci devo mettere le meno belle. ******
Il mio Natale a casa è molto bello. Il papà e la mamma cucinano tante cose buone. Io mi emoziono.
A Natale vengono i nonni e gli zii. E’ una festa bellissima perché si può stare tutti insieme.
C’è una caratteristica nel presepe che costruisco in montagna, le statuine sono fatte a mano. Io preferisco questo presepe.
Andiamo da mia nonna a festeggiare il Natale. Lei si siede sotto l’albero, ci chiama uno alla volta e ci dà i dolci.
La vigilia di Natale vado alla messa di mezzanotte. Poi si va a fare un giretto sotto i portici e c’è tanta gente!
Da mia zia Filuccia, a Natale, mangio tante cose speciali preparate da lei. Fa anche i ghiaccioli, i gelati e le granite.
La notte di Natale mi alzo continuamente ma dopo alcune volte non mi sveglio più. E mentre dormo ecco arrivare Babbo Natale!
Babbo Natale e la Befana. Quando ero più piccolo mi chiedevo come mai, con un sacco tanto pesante, non rimanessero incastrati nella cappa del camino.
C’è un uccellino, un ornamento dell’albero, che mi piace tantissimo. E’ da quando ero piccola che lo metto; nella coda e nelle ali ha piume azzurre. Il papà, lo zio e il nonno sanno raccontare storie affascinanti.
Certi anni per Natale vado dai nonni a Bonito. Mio nonno mi fa un regalo bellissimo: di giorno vado in campagna con lui e mi racconta le sue avventure di quando era bambino.
Quando prendo fuori gli oggetti per decorare l’albero ripenso al Natale precedente. Che voglia di iniziare il lavoro!
Mi piace tanto il Natale al paese dei miei nonni. Nella piazza costruiscono il presepe e fanno le scenette. Per assistere bisogna portare la sedia da casa.
A Natale, una volta, i bambini mettevano una letterina sotto il piatto del papà.
Se io fossi Babbo Natale darei alle persone bisognose ciò che serve per vivere bene. Darei la felicità perché chi è felice sta meglio.
Mi piacerebbe dare un regalo ad ogni bimbo del mondo.
Ci vorrebbe una polvere magica. Rosa per la felicità, azzurra per la fortuna, gialla per risolvere i problemi. Tutti hanno diritto alla felicità.
Che bello se nel sacco di babbo Natale ci fosse un fuoco caldo per scaldare il cuore di tutti. E poi un martello e uno scalpello per rompere i cuori di pietra. E anche tanti cuccioli di animali quasi estinti.
Vorrei in dono per tutti qualcosa che risucchia le automobili e ne metta di nuove, non inquinanti, così non moriremmo intossicati dal fumo e distrutti dall’inquinamento.
A Natale vorrei belle cose per tutto il mondo. Chissà quali doni porterà a me? Mi piacerebbe tanto che Babbo Natale esistesse davvero.
Dopo il pranzo della vigilia i nonni ricominciano a parlare di quando erano piccoli e io li ascolto, fino a mezzanotte !
Vorrei che Babbo Natale portasse tanta buona mentalità negli uomini per evitare guerre, crimini, distruzione della natura. Ma bisognerebbe anche che gli uomini lo aiutassero.
Vorrei che tutte le persone fossero felici e non sentissero il bisogno del potere.
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